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Come saprete, il 4 novembre è il giorno in cui l’Unione Europea celebra la parità retributiva.

In questo giorno l’Unione Europea aveva previsto di discutere la direttiva sulla “Pay Transparency”, ma l’argomento è stato prima sospeso e poi posposto ” a data da destinarsi”, con pubblicazione ritardata almeno fino al 15 dicembre.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva promesso “misure vincolanti di trasparenza salariale” entro i primi 100 giorni dal suo mandato.

Ma 339 giorni dopo l’entrata in carica di Ursula von der Leyen – dice il comunicato CES – le donne stanno ancora aspettando la proposta della Commissione per affrontare il divario retributivo di genere del 16% dell’UE!”

Se non intervengono azioni per accelerare l’attuale ritmo di cambiamento, “le donne nell’UE dovranno aspettare fino al 2104 per ricevere la parità di retribuzione”. 

E’ per questo che iSindacati Europei pubblicano la propria direttiva sulla parità di retribuzione per protestare contro il ritardo della Commissione Europea.

La proposta è composta di 18 articoli che includono misure per:

– Divieto di clausole di segretezza salariale nei contratti in modo che i lavoratori possano discutere la paga

– Richiedere il rilascio di informazioni sulla valutazione del lavoro allo scopo di stabilire la parità di retribuzione per un lavoro di pari valore

– Fare in modo che tutti i datori di lavoro producano audit sulle informazioni retributive e piani d’azione annuali sulla parità retributiva

– Supportare i sindacati a negoziare con i datori di lavoro per affrontare il divario retributivo

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Questa la dichiarazione, a cui ci associamo, della vice segretaria generale della CES, Esther Lynch, che ha dichiarato nei suoi comunicati:

L’elezione della prima donna presidente della Commissione e la sua promessa di trasparenza salariale hanno portato una reale speranza di cambiamento positivo per le donne, il cui lavoro è stato sistematicamente sottovalutato per troppo tempo. 

“Purtroppo, la parità di retribuzione sembra sfuggire all’agenda della Commissione, nonostante le donne costituiscano la maggioranza della forza lavoro in prima linea del Covid-19 in lavori sottopagati come la cura e le pulizie. 

Per aiutare il presidente von der Leyen a mantenere la sua promessa elettorale, i sindacati hanno preparato una bozza di direttiva sulla trasparenza della retribuzione di genere che la Commissione europea può utilizzare liberamente. 

“Esortiamo nella giornata europea della parità salariale la presidente von der Leyen a riconsiderare la promessa legge sulla trasparenza salariale in modo che le donne europee non debbano aspettare fino al prossimo secolo per la parità di retribuzione”.

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