Cgil, Cisl e Uil: “Le aziende rispettino le disposizioni di sicurezza, denunceremo le inadempienze”

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La Spezia, 10 marzo 2020

“Le aziende del territorio devono rispettare alla lettera le misure di sicurezza predisposte dal governo. Denunceremo ogni inadempienza alle autorità preposte” Così Lara Ghiglione, Cgil, Antonio Carro, Cisl, Mario Ghini, che continuano: “non sono tollerabili leggerezze in questa fase di emergenza nazionale. Le aziende devono mettere i lavoratori in condizioni di lavorare in sicurezza: materiale protettivo, rispetto delle distanze, areazione dei locali, sanificazione spogliatoi e di tutti gli ambienti. Le aziende che non sono in grado di garantire la sicurezza devono ridurre o sospendere la produzione e attivare gli ammortizzatori sociali. Saremo molto severi e rigidi con quelle realtà che non seguiranno le disposizioni della presidenza del consiglio. Ad oggi i lavoratori ci segnalano molte criticità nell’ambito della metalmeccanico, dei trasporti, della grande distribuzione. Devono finire.”

Continuano i segretari generali: “Abbiamo proposte da applicare subito: contingentare le entrate nei supermercati, centri commerciali e negozi, le aziende si dotino di controlli all’ingresso per evitare gli assalti ai carrelli; ATC deve triplicare il servizio su Fincantieri riducendo a un terzo la portata degli autobus per garantire spostamenti sicuri, è possibile farlo dato che ci sono scuole chiuse ed autisti in ferie; dotare subito i dipendenti indotto dell’industria e dei servizi, di dispositivi di protezione, guanti, mascherine ed altro; dotare i dipendenti pubblici dei dispositivi di protezione.”

Concludono i sindacati: “Siamo consapevoli che il Paese non si può fermare, pena il baratro economico. Pensiamo solo al settore trasporti, che non si può certo congelare privando cittadini ed aziende di approvvigionamenti. Ma non devono essere sacrificati i lavoratori e le categorie più deboli. Aziende ed Enti si attivino in ogni modo per tutelare salute, lavoro e la continuità produttiva laddove sia possibile. Come sindacati ci siamo, le nostre sedi sono aperte (accesso controllato su appuntamento e solo per urgenze), i nostri delegati attivi nei posti di lavoro. Ognuno deve fare la propria parte.”