COMUNICATO STAMPA FABIO ​SERVIDEI, SEGRETARIO ORGANIZZATIVO UIL LIGURIA: ‘APPALTI PUBBLICI: PER TOTI UN TEMA FACILE, UN LIBERI TUTTI, PER LAVORATORI E LEGALITA’ UN AMBITO DIFFICILE SU CUI VIGILARE

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​Genova, 9 aprile 2020.

A distanza di un anno dalla grandiosa manifestazione davanti a Montecitorio contro lo sbloccacantieri, per la Uil della Liguria è ancora valido l’ hastagh: #nogiunglanegliappalti. Insieme alle altre sigle sindacali, Arci, Acli, Avviso Pubblico, Legambiente, Libera e associazioni ambientaliste avevamo condiviso la necessità di vigilare su legalità, sicurezza e congruità degli appalti. Il provvedimento voluto dal precedente Governo, conteneva il massimo ribasso, riduceva i controlli nei cantieri e consegnava alla stazione appaltante libertà di azione. Per noi non era accettabile e non lo è ad oggi. Di recente, infatti, il Governatore della Liguria, Giovanni Toti, forse anche per sviare l’attenzione dalla gestione sanitaria dell’emergenza piuttosto fallimentare, è ritornato sul tema in maniera sconsiderata: Toti è apertamente per la deregolamentazione del settore. Secondo il presidente, infatti, per fare ripartire il Paese bisogna liberalizzare gli appalti pubblici, con il superamento delle gare di assegnazione e la nomina di commissario/sceriffo che possa decidere a chi assegnare o meno le opere. Certo, in questo momento in cui le energie sono concentrate nella lotta contro il virus, si sentiva proprio la mancanza di un ‘liberi tutti’ sul territorio ligure infettato, più che altro, dalle note infiltrazioni mafiose. In un settore come l’edilizia dove muoiono almeno tre lavoratori al giorno, la mancanza di lucidità di Toti ci lascia sgomenti. ​ Rimaniamo stupiti anche dal silenzio delle imprese che accettano senza colpo ferire le assegnazioni senza gara e senza regole. Eppure la bella sparata di Toti penalizza proprio quelle imprese che pagano le tasse, applicano i contratti e tutte le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro ai propri dipendenti.
La Uil della Liguria continuerà a vigilare sul sistema degli appalti pubblici e non permetterà agli alibi del Presidente, alla crisi economica e all’emergenza sanitaria, di trasformare gli appalti pubblici in una festa dell’illegalità.