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Le elezioni europee sono all’orizzonte ed insieme arriverà anche il decreto-legge sul piano delle liste d’attesa nella sanità. Come abbiamo già detto, il Piano Socio Sanitario della Liguria non risponde ai bisogni della popolazione: nessuna risposta viene data in materia di medicina territoriale e continuiamo ad assistere all’abbandono delle aree interne. Le liste d’attesa per le visite mediche sono un problema che occorre risolvere con nuove assunzioni e con l’adeguamento degli stipendi. Su tutto il territorio i tempi per accedere al pronto soccorso e per le visite mediche fanno impressione. I dati del 2022 parlano di tempi medi di attesa al pronto soccorso di 10 ore, ma negli ultimi anni sono stati raggiunti anche tempi medi 17,58 ore, soprattutto a Genova, anche a causa degli accessi impropri.

Per quanto riguarda le visite, i giorni da attendere per una colonscopia urgente sono 159 Imperia, 153 Savona, 141 Genova, 145 Tigullio Goldo Paradiso e non ci sono possibilità di prenotazione a La Spezia. Una visita cardiologica da eseguire urgentemente entro 30 giorni? Ecco i numeri: 216 giorni a Imperia, 176 a Savona, 89 a Genova, 137 Tigullio Golfo Paradiso, 92 a La Spezia. In Liguria su 1.509.227 residenti ci sono 434.834 anziani over 65 anni, 80 mila dei quali hanno più di 80 anni d’età. In questo quadro, occorrono più risorse per non autosufficienza, per la gestione delle cronicità e per le malattie rare. Far fronte a tutte queste richieste non è semplice, ma senza risorse è impossibile.

In base a un monitoraggio di Agenas, i territori che risulteranno in difficoltà riceveranno fondi del Ministero per remunerare meglio il personale, per coprire gli straordinari o per ricorrere alle strutture private accreditate. Magari. “Bisogna assumere! La proposta, secondo la Uil, è piuttosto fantasiosa e il Ministero della salute e Agenas dispongono solo di dati parziali, che riguardano gli interventi di area oncologica e cardio-vascolare. Si chiedono più ore di lavoro a un personale già stremato dalla carenza di organico – dichiara Emanuele Ronzoni, commissario straordinario Uil Liguria – Occorre discutere di un piano straordinario di assunzioni, dell’abbattimento del tetto di spesa e il potenziamento della medicina territoriale di cui questo regione ha realmente bisogno.Se così non sarà si rende il servizio sanitario nazionale, ma ovviamente anche quello regionale, primo cliente del mercato accreditato”.

Intanto il Ministro e il Presidente della Conferenza Stato Regioni non si presentano alla trattativa per il rinnovo del Ccnl del personale della Sanità accreditata e le risorse stanziate per il contratto pubblico continuano a essere insufficienti.

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