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E’ stato siglato questo pomeriggio presso la Prefettura di Genova il verbale d’intesa relativo all’emergenza climatica che si riflette sui luoghi di lavoro. Il testo indica le linee guida e le misure per la prevenzione e protezione dai rischi correlati alle condizioni di microclima negli ambienti di lavoro per la provincia di Genova.
Il verbale è stato redatto dalla Prefettura di Genova e siglato da Cgil Cisl Uil Genova e Liguria, da Capitaneria di Porto, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, A.S.L. 3 e 4, Ispettorato Territoriale del Lavoro, Inail, Inps, Camera di Commercio di Genova, Confindustria, ANCE di Genova, Consulenti del Lavoro e le associazioni datoriali del comparto commercio, agricoltura e altri.
Il testo contiene diverse indicazioni che vanno dall’organizzazione del lavoro dove, tramite accordo aziendale con lo stretto coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori responsabili della sicurezza sul lavoro possono essere riviste alcune scelte organizzative sull’orario di lavoro articolandolo in modo da agire nelle ore meno calde della giornata, maggiori turnazioni tra il personale, pause ecc. L’attivazione della cassa integrazione ordinaria laddove si raggiungano condizioni di lavoro proibitive: temperatura rilevata e percepita superiore ai 35 gradi centigradi. È previsto anche il coinvolgimento del medico competente per informare e formare i lavoratori sui possibili problemi di salute causati dal calore affinché possano riconoscerli e difendersi, senza sottovalutarne il rischio e molto altro. Alla fine della stagione estiva le parti si incontreranno per monitorare l’attuazione delle misure previste nell’intesa e lavorare su un protocollo dedicato alle problematiche relative al ‘freddo’.
Per Cgil, Cisl, Uil Genova e Liguria “il protocollo rappresenta un segnale di continuità rispetto alla positiva esperienza registrata dopo l’accordo siglato nell’estate 2023. Vuole essere uno strumento a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori ma in particolare di quelli maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici”.

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