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Avanti con il piano industriale, i corsi di formazione e la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tirano un sospiro di sollievo i lavoratori delle acciaierie di Taranto, Genova e Novi Ligure. Dopo tanto penare, sospesi tra un passato burrascoso e l’immobilismo delle istituzioni, oggi possono contare sul proseguimento del lavoro dell’area a caldo nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Lo ha sancito il Consiglio di Stato che ha annullato la sentenza del Tar di Lecce, rassicurando anche sindacati e lavoratori del territorio genovese.  Dopo la sentenza l’azienda deve fare un ulteriore  sforzo per rivedere i criteri della cassa integrazione. Occorre subito istituire un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico per rilanciare la siderurgia italiana con un piano industriale che sappia creare sviluppo e lavoro di qualità sui territori in cui è attiva la siderurgia: avanti con gli investimenti, con i corsi di formazione e con un presidio forte a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Possiamo ancora essere un punto di riferimento per l’Europa, la politica e le istituzioni non abbassino la guardia.

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