Mensa ospedale San Martino, Vertenza Serenissima Per i lavoratori torna la serenità grazie all’azione sindacale unitaria, l’accordo garantisce tempi di vita e di lavoro sostenibili e sicurezza sul lavoro. Ritirato lo stato di agitazione.

Condividi su

Si conclude positivamente la vertenza unitaria nei confronti di Serenissima, azienda che ha in gestione il servizio di ristorazione in appalto per l’ospedale San Martino di Genova.

Il 31 dicembre scorso, infatti, avevamo dichiarato l’apertura dello stato di agitazione arrivando alla convocazione in Prefettura in data 15 gennaio u.s., come previsto dalla L.146/90 che disciplina i servizi pubblici essenziali; in quella sede, l’azienda si è posta in condizione di riaprire con noi un tavolo in merito a tutta una serie di condizioni lavorative fortemente compromesse, tali per cui anche le relazioni sindacali si erano da tempo rotte con grande esasperazione dei lavoratori.

Sicurezza sul lavoro, tempi di vestizione e pause, inquadramenti contrattuali da regolarizzare, differenze retributive da riconoscere,  programmazione dei turni di lavoro e in generale il ripristino di un clima lavorativo sostenibile erano i temi caldi da affrontare con massima urgenza.

Nella giornata di ieri 6 febbraio 2020, si è tenuto l’incontro concordato che ha prodotto ottimi risultati per le lavoratrici e i lavoratori di uno degli appalti sanitari più grossi e complessi del territorio genovese.

Sulla sicurezza l’azienda ha prodotto tutta una serie di interventi già effettuati sotto la pressione dello stato di agitazione e altri già in programma che nel breve periodo verranno messi in atto; inoltre si è stabilito un tavolo tecnico periodico di monitoraggio sempre sull’argomento.

In merito ai tempi di vestizione, consequenzialmente ad alcune cause individuali vinte a novembre u.s. dalla Uiltucs sulla questione, Serenissima Ristorazione aveva prodotto un ordine di servizio fortemente peggiorativo e rigido per i lavoratori tutti rispetto alla flessibilità organizzativa che da sempre contraddistingueva l’appalto; ordine di servizio che unitariamente, pronti a portare avanti un’azione legale e sindacale collettiva, abbiamo fin da subito contestato in quanto ritenuto ritorsivo.

Su questo ieri si è ottenuto un importante risultato che vede, da una parte, riconosciuto un diritto giuridicamente sancito per i lavoratori dell’appalto e, dall’altra, la possibilità di fruire nuovamente di quella flessibilità gestionale, che da novembre era venuta meno, conquistando pause retribuite all’interno dell’orario di lavoro anche per i part-time.

Inoltre si è nuovamente stabilito un congruo anticipo nell’affissione dei turni di lavoro e si è stabilito un incontro, tra delegati sindacali di categoria presenti sull’appalto e la capostruttura, atto ad affrontare tutte quelle situazioni critiche, siano esse individuali o collettive, riguardanti l’organizzazione del lavoro, finalizzato alla loro risoluzione.

Aperture ci sono state anche nel valutare il riconoscimento dei livelli messi all’attenzione, nonché la garanzia del pagamento di indennità di mansione, quando spettante, nel pieno rispetto del Contratto Nazionale di settore.

L’azione sindacale unitaria ha contraddistinto questa vertenza e la coesione dei lavoratori è stata determinante per migliorare condizioni di lavoro che, al di la dell’esasperazione raggiunta negli ultimi mesi, risultavano difficili da tempo soprattutto in termini di conciliazione tempi di vita e di lavoro.

Pertanto, a seguito dell’accordo sottoscritto ieri, dichiariamo ritirato con soddisfazione lo stato di agitazione. 

L’attenzione resta alta e continueremo a presenziare costantemente l’appalto, monitorandolo nella tutela di lavoratrici e lavoratori che svolgono un delicatissimo servizio in un sistema organizzativo estremamente complesso.

Viviana Correddu (Filcams Cgil), Roberta Morando (Fisascat Cisl) Eugenio Iaquinandi (UILTuCS-Uil) territoriali