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Inserendoci nel dibattito acceso in questi giorni sulla proposta rispetto alla presenza delle associazioni pro vita all’interno degli ospedali, accanto alle donne e alle famiglie che hanno deciso di procedere con l’interruzione di gravidanza, la Uil Liguria intende soffermarsi su quattro semplici considerazioni.

Le donne hanno: diritto di scelta, diritto di pieno accesso al servizio, diritto alla privacy in struttura pubblica. Inoltre ci sembra necessario riattivare il finanziamento pubblico regionale ai consultori che realmente forniscono prestazioni e non vicinanza approssimativa.

“Le donne  o le famiglie che decidono di interrompere una gravidanza hanno diritto, per legge, alla privacy. Non si può assolutamente pensare che, in una struttura pubblica, una donna che compie un passo importante, intimo e privato per sé e la sua famiglia, possa mettersi a dialogare su questioni personali con una persona estranea al suo percorso di vita e di donna – spiega Sheeba Servetto, segretaria regionale Uil Liguria – Inoltre, per dare piena attuazione alle legge 194, occorre individuare delle modalità di sostegno ai consultori che, sul territorio, forniscono da tanti anni e con competenza prestazioni reali a donne, minori, anziane”.

La Uil Liguria, sindacato laico e riformista, cammina accanto alle donne per il loro diritto ad avere assistenza sanitaria snella, efficace e in assoluta privacy.

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