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In questo terribile 2020 siamo stati partecipi della conclusione dei lavori del nuovo ponte di Genova, che ha sostituito il Morandi  crollato – come ben sappiamo – due anni fa, lasciando turbate e attonite le nostre comunità. In questo contesto abbiamo anche assistito alla celebrazione del modello Genova,  grazie al quale un’intera comunità, quella genovese, ha saputo reagire alla tragedia immane. Bisogna, tuttavia, fare un passo in più.

In questi due anni e mezzo le diverse amministrazioni pubbliche hanno potuto contare sull’apporto di oltre duecento tra lavoratrici e lavoratori, che sono stati assunti dopo una selezione pubblica per far fronte alla crisi generata dal crollo del ponte. Abbiamo chiesto a più riprese che questi lavoratori ormai formati venissero stabilizzati, abbiamo sollecitato le forze di governo, abbiamo sollecitato Regione Liguria e le strutture commissariali di ricostruzione ed emergenza.

Oggi, conclusa la fase emergenziale, la sorte di questi lavoratori è ancora appesa ad un filo. I loro contratti sono in scadenza alla fine del 2020. Quindi,  se non ci sarà un atto del Governo, queste persone perderanno il loro posto di lavoro.

Per questa ragione abbiamo chiesto, proprio in queste ore a tutte le forze politiche, sia locali che regionali, di farsi promotrici verso il Governo nazionale e il Parlamento di un intervento che renda attive le istituzioni attraverso una norma specifica per trovare gli strumenti necessari per rinnovare e stabilizzare i rapporti di lavoro in scadenza.

La Uil si sta battendo da tempo per stabilizzare i precari, ma non riusciamo a intravedere ancora l’interesse delle istituzioni a più livelli. Nei prossimi giorni ci muoveremo di conseguenza con azioni di mobilitazione.

Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil Liguria        

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