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Sottoscritto a Palazzo Tursi l’accordo tra Comune di Genova e sindacati Pensionati di Cgil e Uil sulla destinazione dei 26 gli alloggi di proprietà del Comune, in via del Campasso e via Porro, da destinare a studenti e anziani con social housing, al “dopo di noi” o “vita indipendente”, e al contrasto alla violenza di genere e per affitti calmierati.

“L’obiettivo è destinare gli alloggi intercettando i reali bisogni della nostra società, di quelle fasce della popolazione e di quelle famiglie che oggi si trovano in situazioni di particolari fragilità e che necessitano di sostegno – dice il vicesindaco di Genova e assessore all’Edilizia residenziale pubblica Pietro Piciocchi – il dialogo con le parti sociali è fondamentale per calibrare gli interventi e mirarli a chi ne ha maggiormente bisogno. Su via del Campasso e via Porro sono in corso interventi per una profonda rigenerazione urbana e sociale: la destinazione a social housing per studenti e anziani rientra anche nel quadro più ampio di una valorizzazione dell’intera zona colpita nel 2018 dal crollo del ponte Morandi».

“È un progetto che seguiamo da tempo e che è stato reso possibile grazie alla contrattazione sociale messa in campo da Spi Cgil e Uil Pensionati – dichiarano il responsabile Contrattazione sociale Spi Cgil Genova Guido Fassio con Franco Marasco, coordinatore regionale politiche socio sanitarie Spi Cgil Genova e Liguria e il segretario regionale Uil Pensionati Liguria referente per il settore socio-sanitario e le politiche sociali di Genova Roberto Gambetti – questa tappa è una delle tante contrattate a fine 2020. Siamo partiti con gli sportelli sociali, per i quali abbiamo messo a disposizione le nostre sedi per dare informazioni in via principale agli anziani e alle persone fragili su come interagire al meglio con il sistema pubblico e rendere esigibili i loro diritti, per arrivare a contrattare la partita sulle abitazioni dove differenti generazioni, giovani e anziani, possano condividere spazi e territorio, in uno scambio reciproco di valori e competenze».

Il progetto, che comprende la riqualificazione del contesto urbano territoriale, vede la destinazione di abitazioni di proprietà del Comune a cittadini a cui si vuole garantire il più possibile una vita, in una condizione protetta, di relazione e di comunità, compresa la riqualificazione dell’attuale contesto urbano territoriale. Le abitazioni infatti sono da considerarsi come sistemazione autonoma, all’interno di una rete di socialità e servizi che rendano vivibile la quotidianità a chi, individualmente, non sarebbe più in grado di sostenerla.

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