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Il fenomeno del lavoro frontaliero coinvolge circa 1,4 milioni di lavoratori a livello europeo, di cui il dieci per cento interessa il nostro Paese. Si tratta di un fenomeno strutturale del mercato del lavoro e un aspetto rilevante nei rapporti dell’Italia con i Paesi di confine. Una grande risorsa per l’economia e lo sviluppo dei territori di confine. Nonostante l’importanza di questo fenomeno, i frontalieri hanno ancora grosse difficoltà a vedere riconosciute le proprie peculiarità e a vedere tutelati i propri diritti. Per questa ragione, la UIL FRONTALIERI ha sviluppato rapporti di stretta collaborazione con tutti i sindacati di confine: la peculiare condizione di questi lavoratori – a cavallo di due paesi – impone di cooperare sui confini. Il diritto a un giusto contratto di lavoro deve essere tutelato in collaborazione con i sindacati dei Paesi di confine, insieme a un attenzione condivisa sia ai diritti collegati all’accesso al lavoro e alla legislazione sul lavoro, al sistema di protezione sociale (es. disoccupazione, assistenza sanitaria) e al fisco.

Nel corso degli anni, l’attività di tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri ha condotto la UIL alla consapevolezza dell’importanza della creazione di una Categoria che avesse carattere nazionale e che perseguisse l’obiettivo dell’unificazione delle problematiche delle lavoratrici e dei lavoratori frontalieri. Alla luce di questa presa di coscienza, nel 2009 nasce la UIL Frontalieri, che costituisce, per prima nel panorama sindacale italiano, uno strumento di rappresentanza a livello nazionale per le lavoratrici e i lavoratori frontalieri. 

Il nostro impegno

Sin dal primo Congresso Nazionale, svoltosi a San Marino il 16 Gennaio 2010, la UIL Frontalieri si è impegnata nella tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori frontalieri, sulla base del pieno riconoscimento della loro peculiare condizione e attraverso gli strumenti del consolidamento dello sviluppo del dialogo sociale, della concertazione sociale e della cooperazione sulla contrattazione. La UIL Frontalieri intende assicurare la presenza del sindacato sul piano transfrontaliero. Si occupa di promuovere ogni iniziativa, sociale e politica, atta al raggiungimento della integrazione dei mercati del lavoro e delle politiche dell’occupazione a livello transfrontaliero. Si impegna nella garanzia, in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei Paesi di confine, del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori alla libera circolazione, alla mobilità geografica e professionale, alla salute ed alla integrità individuale e collettiva. Contribuisce, in rapporto con le organizzazioni sindacali dei Paesi confinanti ed in particolare attraverso lo strumento dei Consigli Sindacali Interregionali (C.S.IR) della C.E.S – Confederazione Europea dei Sindacati – a portare avanti una politica salariale e contrattuale nonché un sistema di sicurezza sociale coerente con le finalità espresse. È attenta anche ad accrescere il livello culturale e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, in modo da favorire la crescita di pari opportunità in tutti i luoghi di lavoro. Tutela e assiste in tutte le sedi, in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei Paesi confinanti, le lavoratrici e i lavoratori nelle vertenze sindacali e nell’affermazione dei loro diritti e delle loro libertà sociali e civili, anche attraverso una adeguata offerta di servizi. Inoltre, persegue attivamente l’unità dei lavoratori quale condizione necessaria per il raggiungimento di tali obiettivi.

L’obiettivo primo e fondamentale della UIL Frontalieri è quello di arrivare al più presto all’approvazione di uno Statuto dei lavoratori frontalieri che fissi una cornice normativa di riferimento per questa categoria di lavoratori, i cui principali problemi provengono proprio dalla mancanza di una regolamentazione specifica.

I punti cardine dello Statuto dovranno essere:

1. Il riconoscimento giuridico della figura del lavoratore frontaliero, della sua importanza nel contesto economico di molte realtà locali e dell’intero Paese.

2. La garanzia dell’erogazione delle prestazioni di sicurezza sociale a tutti, senza discriminazioni sulla base della residenza. In particolare la garanzia dovrà riguardare le prestazioni di sostegno al reddito.

3. La necessità di una uniformità dei trattamenti fiscali, fondata sul principio del divieto di doppia imposizione sul reddito dei frontalieri.

4. L’impegno dello Stato Italiano ad attivare tempestivamente i contatti con gli altri Stati per garantire il principio della reciprocità sulle questioni sopraccitate.

5. La soppressione degli ostacoli nei confronti dei lavoratori frontalieri extra-comunitari attualmente presenti nella normativa italiana sull’immigrazione.

In allegato la locandina con le sedi e i contatti.

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