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Primo Maggio in Liguria, Serri: “Più tutele”

Alla vigilia del Primo Maggio dedicato a contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti per un Paese che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale, la Uil Liguria punta il dito sulle condizioni salariali in Liguria, in particolare sulla situazione delle lavoratrici.
“Il Paese cambia ma le condizioni salariali per le donne non cambiano mai. Abbiamo visto che in Liguria aumentano le lavoratrici occupate ma con importanti contraddizioni che sono tradizionalmente legate al differenziale retributivo influenzato dall’elevata percentuale del part time involontario nel lavoro femminile e dalla discontinuità dei percorsi occupazionali. Tutto questo relega le donne ai gradini più bassi del mercato del lavoro, in particolare nel terziario – dichiara Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria – La Uil ha intrapreso da tempo una battaglia culturale contro le disuguaglianze e per la legalità, che è il presupposto per qualunque azione a contrasto del cattivo lavoro: dal dumping retributivo ai diritti disapplicati. Per fare questo occorre un’interlocuzione con la politica che spesso abdica al ruolo di controllo e governance”.
I dati sulle retribuzioni del lavoro dipendente elaborati dall’INPS raccontano di un reddito medio annuo pari a 27.366 euro per gli uomini, mentre per le donne il reddito medio è pari a 17.996 euro, con una differenza di 9.370 euro in termini di divario retributivo di genere, (il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini).
“Occorre ripensare ai modelli organizzativi e alla contrattazione di primo e di secondo livello per valorizzare la crescita del personale. Occorre continuare a contrastare i contratti pirata insieme alle associazioni datoriali e alle istituzioni, così come avviare percorsi formativi finalizzati all’acquisizione e al consolidamento delle competenze”.