ll caso degli autisti Laghezza: no ad autisti di serie A e serie B
Superare il dumping sociale attraverso la contrattazione integrativa per garantire condizioni omogenee tra lavoratori che svolgono le stesse attività, è l’obiettivo che la Uiltrasporti Liguria sta portando avanti al tavolo con sei aziende del trasporto container ligure.Tavolo che rischia però di essere indebolito da scelte effettuata da parte di una Organizzazione Sindacale e da un’ azienda che vanno nella direzione opposta.È quanto sta accadendo nel caso Laghezza, azienda che opera prevalentemente a Genova, La Spezia con trasporti in tutta Italia. Per gli autisti, la questione previdenziale e della retribuzione degli straordinari è ferma al palo.Già nel 2024 era stata prevista una proroga del precedente accordo, con l’impegno a rivedere la disciplina degli straordinari. Quella revisione non è mai stata effettuata: l’azienda ha sempre sostenuto che gli straordinari non si possono pagare, meglio andare sulle trasferte.Ora, nel 2026, anziché affrontare concretamente il tema, è stata sottoscritta una nuova proroga, non condivisa da Uiltrasporti Liguria, che mantiene l’attuale impostazione senza aumento degli importi e con soli 15 minuti giornalieri a forfait pagati a fronte di tutte le ore effettivamente svolte dagli autisti, rinviando ancora una volta la discussione di sei mesi.”Ogni giorno migliaia di autisti svolgono le stesse mansioni, con gli stessi rischi e le stesse responsabilità di una professione usurante. Eppure, a parità di mansione, il futuro previdenziale può essere diverso – spiega Giovanni Ciaccio, segretario regionale Uiltrasporti Liguria con la delega al settore – A incidere non è solo il Ccnl applicato, ma il modo in cui vengono regolamentati e retribuiti gli straordinari tramite accordi sindacali. Scelte sbagliate oggi si trasformano in pensioni più basse domani”.La Uiltrasporti non ritiene coerente sottoscrivere accordi che mantengono differenze economiche e normative tra lavoratori dello stesso settore, invece di lavorare per una contrattazione che riduca le disparità. “Il futuro previdenziale non può dipendere dal sindacato che firma gli accordi, senza valutarne le ricadute. Non possono esistere autisti di serie A e autisti di serie B, e la pensione non può essere la variabile nascosta di un accordo sindacale”, chiude Ciaccio.

