UIL Liguria: questa è la nostra road map per il futuro del lavoro.
Si è chiuso a Genova l’VIII Congresso regionale della UIL Liguria. L’assemblea ha confermato Riccardo Serri alla guida della confederazione per i prossimi quattro anni, insieme alla nuova segreteria composta da Giuseppe Gulli, Roberta Cavicchioli e Giovanni Bizzarro. Nuovo tesoriere Daniela Segale. Confermati anche i coordinatori territoriali: Luigi Pinasco per il Levante, Salvatore Balestrino per lo Spezzino, Roberto Fallara per il Savonese, Marco de Andreis per l’Imperiese.
Il Congresso ci consegna una responsabilità precisa: trasformare le voci che arrivano dai luoghi di lavoro, dai pensionati, dai giovani e dalle famiglie in una piattaforma unica, concreta e radicata nei territori.
In Liguria è troppo facile parlare di “crisi” e fermarsi lì. Noi partiamo da 7 cose su cui non transigiamo. Perché il lavoro deve tornare dignitoso: basta precarietà, appalti al massimo ribasso e contratti pirata. Stesso lavoro, stessi diritti.
E la sicurezza non è negoziabile: puntiamo a “Zero morti sul lavoro” con più controlli, formazione e responsabilità vera per chi appalta. La difesa dei salari e il contrasto al divario di genere restano l’impegno primario.
La sanità e il welfare sono il cuore della coesione. Con una Liguria tra le più anziane d’Europa, dobbiamo rafforzare ospedali, medicina territoriale, Case di Comunità e assistenza domiciliare. Dando fiato ai Comuni, perché i servizi non possono essere di serie A in città e di serie B nelle aree interne. La Liguria resta terra industriale. Porto, cantieri, siderurgia, energia, farmaceutico, digitale. A Genova, La Spezia, Savona, Imperia servono investimenti, infrastrutture e una transizione energetica e digitale che non scarichi i costi su lavoratori e imprese corrette.
L’innovazione deve creare qualità, non togliere diritti.
Senza scuola, università e giovani non c’è futuro. Meno alunni per classe, meno precariato, più diritto allo studio. E per i ragazzi: orientamento serio, apprendistato di qualità, casa accessibile e un lavoro stabile che li faccia restare qui.
Turismo, terziario, cultura e commercio sono economia vera. Crescere sì, ma sulla qualità del lavoro e sull’allungamento della stagione, non su salari bassi e orari spezzati. La cultura, il Teatro Carlo Felice, l’editoria, le Poste nei piccoli centri sono infrastrutture sociali, non optional.
Porti, treni, autostrade, ambiente, agricoltura e pesca.
Usiamo bene PNRR e fondi europei. Portualità e logistica devono produrre valore, non precarietà. E la transizione ambientale deve essere “giusta”: non la paghino chi lavora e chi rispetta le regole.
Infine, equità e coesione. Fiscalità che tassa di meno chi lavora e chi ha la pensione. Più casa, più trasporti, più parità di genere e conciliazione vita-lavoro.
Una digitalizzazione inclusiva, che non sostituisca il rapporto umano nei servizi essenziali.
Con questa road map la UIL Liguria propone alle istituzioni tavoli permanenti su lavoro, sanità, industria, appalti, infrastrutture, scuola, casa e transizione. E si oppone a ogni modello che crei cittadini e territori di serie A e di serie B, compresa ogni ipotesi di autonomia differenziata.
“Diritti, innovazione, solidarietà e responsabilità pubblica sono le parole d’ordine emerse dal dibattito” spiega Riccardo Serri. “Il nostro impegno prioritario è costruire un Patto regionale per il lavoro di qualità, la sicurezza, il welfare pubblico, la transizione giusta, lo sviluppo produttivo e la coesione territoriale per giovani, donne, anziani e lavoratori attivi”.
Questa è la UIL Liguria che vogliamo: autonoma, riformista, più presente nei posti di lavoro e più capace di proporre. Perché difendere il lavoro, alzare salari e pensioni, rilanciare industria e servizi non sono slogan. È il modo per rendere la Liguria più forte, più sicura, più inclusiva.

