Povertà ed esclusione sociale, in Liguria quasi un cittadino su cinque è a rischio. UIL: «Salari, pensioni e servizi pubblici devono tornare al centro delle politiche regionali»Bizzarro: «La Liguria peggiora mentre il dato nazionale migliora. Servono interventi concreti per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie».Genova, 16 ottobre 2026 – In Liguria cresce il rischio di povertà ed esclusione sociale, mentre l’inflazione torna a incidere pesantemente sui bilanci familiari. È il quadro che emerge dall’analisi della UIL Liguria sulle più recenti pubblicazioni ISTAT, incrociando gli indicatori sulle condizioni di vita, i redditi territoriali e l’andamento dei prezzi. Nel 2025 il 19,7% della popolazione ligure risulta a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 13,8% del 2024: un incremento di 5,9 punti percentuali. Un andamento in controtendenza rispetto all’Italia, dove l’indicatore scende dal 23,1% al 22,6%, e sensibilmente superiore alla media del Nord-ovest, pari al 14,3%. Preoccupa soprattutto l’aumento del rischio di povertà reddituale, che in Liguria passa dal 10,8% al 17,1%. Crescono anche la grave deprivazione materiale e sociale, dal 2,1% al 3,9%, e la quota di popolazione in famiglie a bassa intensità lavorativa, dal 4,9% al 7,1%. Le differenze economiche attraversano anche le quattro province. Secondo il rapporto ISTAT BesT 2025, le retribuzioni medie annue dei lavoratori dipendenti, riferite al 2023, variano dai 25.580 euro di Genova ai 17.682 euro di Imperia, passando per i 21.892 euro della Spezia e i 20.108 euro di Savona. Un divario territoriale che pone interrogativi sulla qualità e sulla continuità dell’occupazione e sulla distribuzione delle opportunità economiche. A questi elementi si aggiungono le nuove rilevazioni sul costo della vita. Nel 2025 la spesa media mensile per consumi delle famiglie liguri è stimata in 2.915 euro, contro i 2.782 euro nazionali. A settembre 2026 l’inflazione italiana ha raggiunto il 4,2% su base annua, con un aumento dei prezzi particolarmente gravoso per le famiglie con minori livelli di spesa. «Il dato che deve far riflettere è che quasi un ligure su cinque si trova esposto al rischio di povertà o esclusione sociale e che, mentre a livello nazionale si registra un lieve miglioramento, nella nostra regione la situazione peggiora – dichiara Giovanni Bizzarro, Segretario Confederale UIL Liguria –. Non possiamo limitarci a valutare l’andamento dell’occupazione o i principali indicatori economici senza verificare quanto del benessere prodotto arrivi concretamente nelle tasche dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie». «Il lavoro deve garantire redditi dignitosi e continuità occupazionale. Allo stesso tempo, il costo della casa, delle bollette, dei trasporti e delle prestazioni sociosanitarie rischia di comprimere ulteriormente i bilanci familiari. Anche la fiscalità locale deve essere valutata per il suo impatto sui redditi medio-bassi e per il ritorno effettivo che i cittadini ricevono in termini di servizi».Per la UIL Liguria è necessario avviare un confronto strutturato con Regione e amministrazioni locali per definire interventi mirati a contrastare il disagio economico, rafforzare le politiche abitative, sostenere le famiglie in difficoltà e garantire servizi pubblici accessibili. «Chiediamo un tavolo regionale dedicato a povertà, redditi e potere d’acquisto, capace di affrontare le differenze territoriali e di tradurre i dati in azioni verificabili – conclude Bizzarro –. Contrastare la povertà significa intervenire sui salari, sulla qualità dell’occupazione, sulla fiscalità, sulla casa e sull’accesso alla sanità e al welfare. La crescita economica deve tradursi in migliori condizioni di vita per le persone».
UIL LIGURIA Giovanni Bizzarro
Segretario Confederale UIL Liguria

