Il punto del Segretario Gerenale UIL Liguria
Riccardo Serri
Esordisce oggi questa rubrica settimanale. Un appuntamento per guardarci negli occhi e dire le cose come stanno, partendo dai luoghi di lavoro.
Amiche e amici, parto da una cosa chiara: la contrattazione collettiva è il nostro faro. Lo ha ricordato PierPaolo Bombardieri a Bruxelles, in piazza con il sindacato europeo contro il cosiddetto “28esimo regime”. Dietro la parola “semplificazione” si nasconde un rischio enorme: meno diritti e salari più bassi. Noi diciamo no a un liberismo sfrenato. Vogliamo un’Europa che costruisca competitività investendo su diritti, salari e libertà sindacali, non peggiorando chi è già precario. Chiediamo al Parlamento europeo di cambiare questa proposta.
Questo modello è messo alla prova da due crisi vicine a noi.
L’acciaio.
A Taranto sono partiti i licenziamenti ex Ilva mentre il Governo annuncia investitori fantomatici. I nostri metalmeccanici hanno proposto un piano straordinario occupazionale e sociale che deve prevedere l’intervento pubblico. Senza regia pubblica non c’è futuro. Lo vediamo a Cornigliano. Bene ha fatto il Consiglio Regionale a votare all’unanimità per la tutela dell’occupazione, un tavolo permanente e il no allo “spezzatino”: serve l’integrità del gruppo. A questo si aggiunge il caro energia denunciato da Federacciai: senza intervenire sull’ETS e sbloccare il decreto bollette, le imprese energivore rischiano di spegnere gli impianti.
Ericsson.
A Genova 131 famiglie rischiano il posto perché l’Italia sarebbe “non conveniente”. È un film già visto. Dimenticano di aver preso milioni di soldi pubblici per il comparto Ricerca e Sviluppo, impegnandosi a mantenere l’occupazione. E in Prefettura hanno preteso che gli assessori di Regione e Comune, Ripamonti e Robotti, lasciassero il tavolo. Uno sgarbo istituzionale gravissimo. Chi prende risorse pubbliche non può cacciare le istituzioni.
Il filo che lega Bruxelles, Taranto, Cornigliano e Genova è uno: senza diritti e senza presenza pubblica non c’è sviluppo.
Che Liguria industriale vogliamo? Quella che insegue il ribasso o quella che punta su lavoro stabile, sicuro e ben pagato?
Apriamo il dibattito nei territori e nelle fabbriche. Vi aspetto qui e nelle prossime tappe.
#AppuntiDiRotta

